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A caccia dell'orso

Crescere leggendo: una rubrica per piccoli lettori.

A cura di Micaela Giuso - logopedista



A caccia dell’orso


Perché ho scelto questo libro

In questa rubrica propongo albi illustrati che ho sperimentato direttamente nella lettura con i bambini.

Li scelgo perché funzionano nella pratica, nella relazione, nella lettura condivisa, nell’ascolto e nella partecipazione attiva. Sono libri che permettono di lavorare sul linguaggio in modo naturale, coinvolgendo corpo, voce ed emozioni.

A caccia dell’orso è uno di questi: una storia che cambia a seconda dell’età del bambino e delle sue modalità di sviluppo, e che offre possibilità diverse di lavoro e di relazione.


L’autore e l’illustratrice

Michael Rosen definito poeta romanziere e autore britannico, scrive storie pensate per essere lette ad alta voce: testi ritmati, ripetitivi, coinvolgenti.

Helen Oxenbury accompagna il racconto con illustrazioni essenziali e molto espressive, che mostrano il movimento, le posture e le emozioni dei personaggi.  Le immagini sono delicate, dai colori acquerellati e sofisticati, ma al tempo stesso molto chiare: riescono a rendere visibili, anche attraverso  il colore, i rumori e gli stati d’animo della storia. In questo libro testo e immagini lavorano insieme in modo particolarmente efficace.


Breve racconto della trama

Una famiglia parte per andare a caccia di un orso.

Durante il percorso attraversa ambienti diversi: erba alta, un fiume profondo, la melma, una foresta, una tempesta di neve, fino ad arrivare a una grotta buia e stretta.

Ogni ostacolo non può essere evitato: non si può passare sopra, non si può passare sotto, bisogna passarci in mezzo.

Quando l’orso viene finalmente incontrato, la paura prende il sopravvento e il percorso viene ripercorso al contrario, fino al ritorno a casa.


Voce cantata e partecipazione

Il ritornello è uno degli elementi più coinvolgenti del libro e si presta naturalmente alla voce cantata:

A caccia dell’orso andiamo, di un orso grande e grosso. Che bella giornata! Paura non abbiamo.

La voce cantata sostiene l’attenzione, crea attesa e invita alla partecipazione. Anche i bambini più piccoli entrano nella storia attraverso il ritmo e la ripetizione.   Nei primi anni di vita la ripetizione è particolarmente importante: fa parte delle routine quotidiane che rassicurano e danno prevedibilità. In passato e tutt’oggi si utilizzano filastrocche e ninne nanne proprio con questa funzione. E’ questo il valore del ritmo cantato che affonda le sue radici nella saggia tradizione popolare.


Gestualità e concetti spaziali

La sequenza:

“non si può passare sopra, non si può passare sotto… bisogna passare in mezzo”

è fortemente gestuale.

I gesti che accompagnano sopra, sotto e in mezzo aiutano il bambino a costruire i concetti spaziali in modo concreto. Nello sviluppo linguistico il gesto è precursore della parola.


Onomatopee e memoria di lavoro












Le onomatopee (swish swish, splash splosh, squelch squelch, hoo woo) rendono la storia sonora e coinvolgente.

 

Nella parte finale, quando il percorso viene ripetuto al contrario, il bambino è chiamato a recuperare ambienti e suoni in sequenza. In questo modo si lavora in maniera naturale sulla memoria di lavoro, all’interno del gioco narrativo.



Lessico specifico e sensoriale

Il libro offre un lessico ricco e concreto: - erba alta - melma - fiume profondo - grotta buia e stretta

Parole che descrivono ambienti ma anche sensazioni, facilitando la comprensione e l’immaginazione.


Attesa, paura e stati emotivi

Nella scena della grotta l’orso non si vede subito: prima si sente.

Il tono della voce cambia, i corpi si irrigidiscono, l’attesa cresce. Il bambino è chiamato a interpretare la paura attraverso segnali non verbali.

Nelle attività propongo spesso un orso di peluche, rassicurante, messo in contrasto con l’orso pauroso della grotta. Questo aiuta a comprendere che la paura dipende dal contesto e dalla percezione, non dall’oggetto in sé.


Perché è un libro prezioso

A caccia dell’orso è un albo che: - coinvolge corpo, voce e linguaggio - arricchisce il lessico - sostiene la memoria - accompagna il bambino nell’esperienza della paura. È una storia da vivere insieme, nella relazione.

 
 
 

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